Se l’Amleto di Shakespeare fosse ambientato nel 2020, il suo dubbio esistenziale non sarebbe “Essere o non essere” ma “Andare in spiaggia o non andare in spiaggia”.

Sì perché le temperature si stanno facendo sempre più miti, le giornate si allungano e la voglia di uscire e di pensare all’estate è tanta.

Ma c’è un enorme MA: va bene desiderare andare al mare, fare le foto in spiaggia e prendere il sole dalla mattina alla sera, ma come si può fare tutto questo in sicurezza?

Innanzitutto, iniziamo a sfatare alcuni miti.

La sabbia, l’acqua del mare e l’acqua della piscina sono sicuri?

La risposta è sì. La sabbia non è un materiale che mantiene in vita un virus, spiega il direttore del dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità Antonio Cassone. E questo vale anche per il prato.

Per l’acqua di mare, invece, il problema non sussiste perché l’acqua salina danneggerebbe subito la membrana sottile e instabile del virus, rendendolo quindi innocuo e incapace di infettare. Inoltre, essendo l’acqua un grandissimo diluente, le particelle del virus sarebbero talmente diluite che perderebbero la loro carica infettiva.

E questo non vale solo per l’acqua di mare, ma anche per le acque dolci e per l’acqua di piscina, la quale non solo ha al suo interno il cloro che uccide immediatamente il virus, ma venendo cambiata più volte aggiunge al valore disinfettante anche quello diluente.

Quindi in acqua e in spiaggia si può stare, basta mantenere  la distanza minima di sicurezza e non creare assembramenti.

Tutto qui? Non ancora.

Le misure di sicurezza che verranno adottate per l’estate 2020

Inizialmente si pensava di inserire dei separatori di plexiglass tra un ombrellone e l’altro, ma il solo pensiero di recintare i bagnanti e creare un effetto serra a causa del caldo afoso ha fatto fare dietrofront.

Quindi niente plexiglass ma “isole” da 10,50 mq ciascuna dedicata a ogni ombrellone. Per la precisione, sulla stessa fila gli ombrelloni potranno essere posizionati a una distanza minima di 4,60 metri e di 3 metri tra le altre file.

Sotto gli ombrelloni i lettini saranno collocati a distanza di almeno 2 metri e verranno sottoposti a sanificazione quotidiana insieme a tutte le altre attrezzature (ombrelloni, sedie a sdraio, etc.)

I bagnanti dovranno mantenere una distanza di sicurezza di almeno 1 metro, a meno che non si faccia parte dello stesso nucleo familiare (e in ogni caso non bisogna superare il limite massimo di 4 persone per ombrellone).

Questo per quanto riguarda strettamente la spiaggia. I ristoranti e i bar dovranno adottare le stesse misure di sicurezza e garantire due ingressi diversi, uno per entrare e uno per uscire. Chi non potrà assicurare la totale sicurezza, dovrà consentire solo l’asporto.

Ma c’è ancora qualcosa che può rendere le nostre vacanze ancora più sicure: l’IoT.

L’IoT per una spiaggia moderna e sicura

L’Internet of Things (o Internet delle Cose) si è mosso fin da subito per permettere alle persone di tornare a lavorare, a passeggiare e a vivere, se non proprio come prima, almeno in totale sicurezza. E questo vale anche per le vacanze.

In spiaggia, ad esempio, non si potrà accedere senza aver passato prima il test del Termoscanner, lo strumento che misura la temperatura corporea. Come funziona? Il sistema è formato da un termometro a infrarossi che, a un metro di distanza, analizza in pochi secondi la temperatura corporea e, se è superiore a 37.5, non si può entrare.

Ma non solo.

Il Contact Tracing, il tracciamento dei contatti, è importantissimo per far stare in sicurezza se stessi e gli altri. Come si fa? Tramite specifiche APP.

In queste settimane si è parlato moltissimo dell’app IMMUNI, sulla quale i dubbi sono tanti. Ma non è l’unica app.

Sul portale IOTtoday vengono riportati due esempi di strumenti molto utili che consentono di mappare i contagi.

Il primo è l’app DOMANI VADO. L’algoritmo dell’app stabilisce quando due smartphone entrano in “contatto” tra loro per un tempo stabilito, determinando quando sussiste il verificarsi della collisione.
I dati raccolti saranno disponibili per 30 giorni e automaticamente cancellati al termine di tale periodo, quindi la privacy è rispettata.

Il secondo invece è Proximity Warning Sensor, un sensore innovativo che, nel caso in cui due o più sensori evidenzino una violazione della distanza minima di sicurezza, inviano in forma anonima i codici ID univoci e le relative relazioni temporali a una piattaforma di raccolta del dato.

Questi due strumenti, per il momento, sono pensati per le aziende, ma potranno un domani essere adottati per mantenere in sicurezza anche le nostre vacanze al mare.

La previsione per questa estate 2020 è quindi quella che potremo andare in spiaggia, ma senza mai abbassare la guardia.

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