Ci ricordiamo tutti le sveglie puntate per acquistare su TicketOne i biglietti per i concerti prima che i bagarini facessero piazza pulita e li rivendessero a prezzo triplicato su siti terzi, vero?

Ecco, con le schede video sta accadendo la stessa cosa. Ora non sono più appannaggio dei soli gamers, che cercano GPU sempre più potenti e performanti per giocare online.

Chi ha una scheda video, o meglio, decine e decine di schede video, oggi possiede una vera e propria miniera d’oro.

Ma letteralmente, perché ora queste componenti hardware permettono di guadagnare migliaia di dollari all’anno grazie al mining delle criptovalute.

Quanto si guadagna con il mining?

La proporzionalità è sempre la stessa: più aumenta il valore delle criptovalute (Bitcoin ed Ethereum tra tutte), più le schede video sono introvabili.

Perché? Perché per ottenere un bitcoin tramite transazioni sicure nella blockchain, bisogna risolvere un problema matematico molto complicato. Come si risolve? Con l’enorme potenza di calcolo e di energia delle GPU (ne parliamo bene qui).

Ecco perché le schede video più recenti AMD e Nvidia GeForce RTX 3080 o 3090 e anche 3070 sono quasi impossibili da reperire e le poche rimaste sono vendute a cifre spropositate.

Ma quanto fanno guadagnare queste schede video? Simon Byrne, Miner e Trader di Criptovalute, ha installato una griglia di 13×6 schede grafiche per un totale di 78 unità di Nvidia GeForce RTX 3080 prodotte da PNY.

Contando che una singola GeForce RTX 3080 ha un hash rate di circa 83MH/s, questo dovrebbe generare circa 0.22236870 ETH del valore di 165 dollari al mese.

Un sistema con 78 schede quindi dovrebbe raggiungere un totale di circa 17,3 ETH al mese (convertiti sono 12.840 dollari), ovvero quasi 128.088 dollari all’anno.

Quanto costa il mining in termini di corrente?

Simon Byrne, ad esempio, vivendo a Las Vegas dove il costo dell’elettricità si aggira intorno 8,43 centesimi di dollaro per kWh, spende all’incirca 2166 dollari al mese tra corrente e aria condizionata per raffreddare il sistema. 

Ecco perché i più grandi sistemi di schede video si trovano in zone dove la corrente costa poco e dove le basse temperature permettono di raffreddare naturalmente le GPU senza costi aggiuntivi, come ad esempio la Cina o in Vietnam.

In quest’ultimo caso, un Internet Café a Ho Chi Minh è stato reinventato in miniere di criptovalute con previsioni di profitti molto alti.

E lo hanno potuto fare sia perché il costo dell’elettricità è estremamente basso in Vietnam, sia perché l’azienda era di proprietà di un negozio di computer ed è quindi riuscito a fornire una gran quantità di GPU tra cui proprio alcune Nvidia GeForce RTX 3080.

Il fatto è che una singola scheda video Nvidia è in grado di minare criptovalute il cui valore consentirebbe di pagare la scheda stessa in pochi mesi. Della serie Nvidia RTX 3000 fa parte anche la Nvidia GeForce RTX 3060 Ti che, considerato il basso consumo di corrente e l’elevata potenza di calcolo, sta subendo lo stesso destino della sorella maggiore nvidia RTX 3080.

Il mining è l’unico motivo per cui non si trovano le schede video?

Assolutamente no. Uno dei più grandi fattori che influisce sull’introvabilità delle GPU è anche e soprattutto la mancanza di materie prime (silicio e wafer tra tutte).

Le misure restrittive adottate in tutto il mondo durante la pandemia hanno rallentato la produzione nel settore digitale e di conseguenza hanno fatto crescere la domanda di schede video: milioni di persone, costrette a stare in casa per settimane, hanno scelto infatti di fare acquisti destinati all’intrattenimento e al gaming.

Diminuisce la forza produttrice perché le fabbriche sono chiuse, aumenta la domanda per intrattenersi in casa durante il lockdown: il risultato è una carenza di disponibilità di materie prime e un conseguente aumento dei costi di spedizione.

In Cina, ad esempio, un container-tipo da 40 piedi fermo in porto è passato dai 2.000 dollari di novembre agli oltre 9.000$ attuali.

Questo, ça va sans dire, si ripercuote sull’utente finale, che sarà costretto a comperare una RAM più costosa del 20/25% e una scheda video con un rincaro del 60/70%!

La mancanza di schede video durerà ancora a lungo?

Dati i vincoli di capacità a livello di settore e di lunghi tempi di ciclo, potrebbero essere necessari alcuni mesi in più prima che la disponibilità del prodotto riesca a soddisfare la domanda”, dice Colette Kress, Executive Vice President e Chief Financial Officer di NVIDIA.

I tempi di ciclo dei nodi moderni sono di circa tre mesi, quindi è estremamente difficile per gli sviluppatori e i produttori di chip reagire rapidamente a una domanda che supera di molto l’offerta.

La difficoltà nel reperire i componenti necessari per la produzione delle nuove schede video NVIDIA si protrarrà probabilmente fino al primo trimestre del 2021.

Per tutti gli amanti del gaming, quindi, bisognerà aspettare ancora qualche mese per potersi procurare una scheda video nvidia della serie 30.

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