Come verificare lo stato degli edifici appena dopo un sisma?
La risposta è nella tecnologia dei cellulari.

Le cronache di questi giorni sul gelo che sta avvolgendo l’Italia – e il sud in particolare – si sono concentrate in particolare sul Molise, dove alla neve (non poca) si è aggiunto un altro bel problema: il terremoto.

Da qualche giorno, infatti, la regione è attraversata da uno sciame sismico rilevante, con scosse superiori talvolta ai 4 gradi Richter. Insomma, una cosa per la quale preoccuparsi un po’. Partiamo da qui per chiederci: cosa può fare una Smart City quando la terra trema?

La soluzione triestina

Un’idea viene dall’Ogs, l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale di Trieste, dove hanno guardato alla tecnologia dei cellulari per elaborare un progetto in attuazione nel 2016. Anno significativo, poiché il 6 maggio ricorrono i 40 anni del terremoto che nel 1976 distrusse mezza regione.

Il progetto, cui collabora la Protezione Civile, si basa sulla creazione di una rete di monitoraggio degli edifici pubblici più importanti: ospedali, caserme, o anche quelle scuole e quelle palestre che in caso di necessità possano ospitare sfollati. A dare le informazioni necessarie provvederebbero sensori come quelli in uso dai nostri cellulari.

Come funziona

Nello specifico, si tratta di accelerometri MEMS (Micro Electro-Mechanical Systems; in altre parole, nanotecnologie). Installati sugli edifici, ne registrano la frequenza di vibrazione. Ogni struttura – anche quella che ci sembra la più robusta – vibra di continuo.

I sensori registrano le frequenze, sia in tempi tranquilli sia si verifica un evento sismico, e inviano i dati a un centro di controllo in tempo reale, con una tecnologia di tipo telemetrico (simile a quella che si usa in un circuito automobilistico durante una gara). Il centro li analizza e manda i risultati alla Protezione Civile.

Cosa dicono i dati

I dati ci dicono qual è lo stato dell’edificio dopo la scossa, tramite la variazione dalla frequenza ordinaria. Se il comportamento della struttura è lo stesso di prima, è tutto a posto; se c’è una discrepanza, allora è accaduto qualcosa di serio e bisogna correre ai ripari.

Non solo Friuli

Il progetto dell’Ogs parte in Friuli, con il monitoraggio di poco meno di un centinaio di edifici. Ma anche altre zone d’Italia sono particolarmente interessate alla creazione di questa rete, in particolare la Basilicata, il Veneto e la provincia di Trento.

A chi serve

Alle pubbliche amministrazioni. Dopo un terremoto, infatti, la capacitò di un intervento efficace dipende dalla disponibilità di informazioni precise in tempi rapidi. E, di rimando, serve a tutti i cittadini della Smart City, per aumentare la propria sicurezza.

IN BREVE

 

CATEGORIA SMART

Smart Government Smart Living

 

TECNOLOGIA

Accelerometri MEMS, telemetria

DOVE ACQUISTARE LA SOLUZIONE

E’ una soluzione in fase di sviluppo dall’Ogs

PER CHI
 smart-city
PER QUALI RIVENDITORI

Rivenditori rivolti alla Pubblica Amministrazione

DOVE NELLA CITTA’

B

IN TUTTA LA CITTÀ