Aumentano gli impieghi dell’Intelligenza Artificiale (AI) all’interno delle soluzioni di Internet of Things (Smart Factory, Smart Retail, Smart City). Secondo i dati dell’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano, il mercato dell’Internet of Things in Italia è in forte ascesa con numeri davvero interessanti. 

Secondo i dati dell’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano, il mercato dell’Internet of Things in Italia è arrivato a toccare i 6,2 miliardi di euro, con una crescita del 24% rispetto all’anno precedente. Con la crescente diffusione del numero di oggetti smart le aziende, non solo in Italia, iniziano a intravedere il potenziale legato ai dati resi disponibili dai dispositivi intelligenti. 

Lo dimostra il lancio sul mercato di un numero crescente di nuove soluzioni IoT che integrano piattaforme avanzate di analisi dati e algoritmi di Intelligenza Artificiale (AI) in grado di semplificare la gestione dei dispositivi connessi, tradizionalmente complessa soprattutto all’aumentare del numero di oggetti smart. 

Le applicazioni immaginabili in grado di integrare IoT e AI sono innumerevoli e avranno un impatto radicale su aziende, pubbliche amministrazioni e consumatori. Si pensi ad esempio ai camerini dei negozi dotati di display trasparenti e touch (Smart Retail), in grado non solo di fornire in tempo reale tutte le informazioni richieste dall’utente, ma anche – grazie ai nuovi algoritmi di Intelligenza Artificiale – di comprenderne nel tempo le preferenze e mostrare i prodotti di maggiore interesse. 

Un altro esempio riguarda la possibilità che dispositivi indossabili applicati in ambito industriale, ad esempio all’interno di una fabbrica (Smart Factory), possano raccogliere informazioni sull’ambiente di lavoro e, in maniera del tutto automatizzata, capire se il lavoratore si sta esponendo a una situazione di pericolo avvertendolo tempestivamente. 

L’Industria 4.0 e il ROI 

Se l’obiettivo di ogni impresa è quello di massimizzare il profitto (con un adeguato ritorno degli investimenti), allora, questo traguardo si può raggiungere solo tenendo conto di tutti gli aspetti che riguardano l’azienda, dalla gestione del personale a quella magazzino, dalla sostenibilità delle spese alla produttività. Con la diffusione del concetto di Industria 4.0, per ottenere un completo controllo di una società c’è bisogno di investire almeno nelle nuove tecnologie digitali di base, ossia: una connessione di rete, una serie di computer e degli specifici software gestionali, magari open source. 

“In questi tempi in cui ci è richiesto un decongestionamento degli spazi, anche attraverso un tempo programmato e contingentato – ha dichiarato il sociologo e presidente del Future Concept Lab Francesco Morace – la tecnologia è l’elemento abilitatore di questa nuova visione. Ma per raggiungere lo scopo, il digitale dovrà piegarsi a esigenze di qualità della vita e focalizzarsi su un uso di algoritmi e Big data in linea con un’economia civile in grado di essere inclusiva e non più divisiva”. 

Basti pensare alle soluzioni IoT (Internet of Things) nel campo della ristorazione oggi che permettono di lavorare touchless in piena sicurezza, mantenendo le distanze anche nel “backend”. Invece, l’analisi dei Big Data, le app per la prenotazione e la gestione dei flussi nel locale e del delivery, risultano oramai indispensabili per organizzare il numero di commensali presenti ed equilibrare le richieste online e offline. “L’AI (e le tecnologie ad essa legate) rappresentano, a oggi, quello strumento ormai indispensabile a fornire tutte le informazioni necessarie all’imprenditore per trovare le soluzioni più adeguate al periodo storico ed economico che stiamo vivendo. In questo senso, con la nostra società abbiamo deciso di sviluppare una App per il delivery, take-away e menu digitale con QR Code” ha commentato recentemente Domenico Palmisani, CEO di iPratico. 

L’automazione per competere 

Mentre l’AI potrebbe aiuta gli operatori della ristorazione a prendere decisioni migliori nella gestione in cucina e nel servizio clienti, i robot potranno essere utilizzati per svolgere i compiti più ripetitivi e faticosi. Un esempio illuminante è stato fatto di recente da Dieter Xiao, Corporate F&B Director di Norwegian Cruise Lines Holding: “In cucina prevedo una spinta ancora maggiore verso la sicurezza alimentare e le tecnologie che la rendono possibile. Ciò può significare una maggiore automazione, con un minore contatto fisico degli esseri umani con gli ingredienti. Per quanto possa sembrare strano, sono spesso gli umani a contaminare il cibo. Nelle cucine ci sono già frullatori, tritatutto e molte altre macchine. Il passaggio successivo è chiaro”. 

Umanesimo 4.0 

IA e IoT sono oggi anche le tecnologie abilitanti per migliorare il lavoro e renderlo più sostenibile. Perché alla base di tutto resta il fattore umano, anche in tema di innovazione nel mondo della ristorazione (ma vale per tutti i settori), come ha spiegato chiaramente Matteo Ingaramo, direttore generale POLI.design,: “La ricetta per l’ospitalità professionale? Standardizzare e differenziare. Molti aspetti sono considerati delle comodità, pensiamo alle app, a cui va aggiunta la differenziazione attorno al prodotto finale ottenuta grazie all’intelligenza artificiale, ma anche al contatto umano, che non deve mai mancare tra chi eroga e chi fornisce il servizio. Un aspetto quest’ultimo che particolarmente oggi va implementato. La differenziazione passa attraverso la cura delle persone, che passa attraverso i sistemi digitali”. 

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