Siamo partiti dalle cose e presto arriveremo al tutto. È questo il presupposto dell’Internet of Everything, un’idea di rete in grado di connettere ogni cosa. Ma che si intende per “ogni cosa”? Non solo le things dell’IoT, ovvero gli oggetti di quotidiano utilizzo, sia domestico che produttivo, ma anche i processi, i dati e le persone. Un mondo completamente interconnesso che potrebbe fare la felicità di aziende e analisti. Tutto molto bello? Non proprio, perché latenti iniziano a crescere i dubbi relativi alla tutela della privacy e alla cybersecurity. 

IoT e IoE: qual è la differenza? 

Internet of Everything e Internet of Things sono due concetti assimilabili me che celano una differenza sostanziale: l’IoT è solo un elemento dell’IoE. L’IoT consente di utilizzare la rete Internet per connettere oggetti di utilizzo quotidiano, l’IoE permette di connettere tutto. E in quel tutto l’IoT figura solamente come una delle quattro dimensioni, affiancato da processi, dati e persone. Ecco nel dettaglio il loro significato: 

  • Processi: per processi si intendono quei comandi che consentono di inviare l’input giusto al momento giusto. Un esempio? I sensori che contano le macchine presenti nei parcheggi. Questi processi permettono di comprendere se i posti sono liberi o meno e in futuro potranno inviare degli input alle vetture in strada che stanno cercando un parcheggio libero. 
  • Dati: la Big Data Analysis è un’area che sta acquisendo sempre più importanza in ambito industriale, soprattutto legata al mondo del marketing. Tramite l’analisi di milioni e milioni di dati è possibile determinare le azioni routinarie delle persone e le proprie preferenze. 
  • Persone: non solo tablet e smartphone, oggi sono sempre più diffusi i device indossabili sempre connessi, come ad esempio gli smartwatch o i Google Glass. In questo modo le persone restituiscono ai dispositivi una mole incredibile di dati, che possono essere utilizzati dalle aziende e non solo (pensiamo, ad esempio, al sistema sanitario) per monitorare condizioni e atteggiamenti delle persone. 

L’integrazione di queste quattro componenti, attraverso l’interconnessione, è l’obiettivo finale dell’Internet of Everything. 

Internet of Everything: dove sarà utilizzato? 

I campi d’azione dell’Internet of Everything sono potenzialmente infiniti. Il settore stradale senz’altro ne approfitterà per garantire ai cittadini una viabilità sempre più smart. Semafori sincronizzati per snellire il traffico e le code e parcheggi monitorati sono tra le applicazioni più verosimili. Un altro ambito che potrebbe ottenere grossi vantaggi è il settore pubblico, soprattutto in ottica di risparmio energetico. Un esempio potrebbe essere l’illuminazione alternata a seconda del passaggio di vetture o pedoni. In campo medico sono già in fase avanzate sperimentazioni, grazie a dispositivi indossabili in grado di rilevare parametri vitali e rendendoli visibili in tempo reale a medici e specialisti. Infine una menzione obbligatoria è per il settore del commercio. Grazie all’IoE i negozi potranno capire quali sono i prodotti più desiderati dai clienti, quelli sui quali si sono soffermati più tempo per la valutazione, oppure potranno attivare una gestione del magazzino più dinamica e ottimizzata basandosi sugli acquisti e le intenzioni di acquisto dei consumatori. 

Quali sono i rischi dell’Internet of Everything? 

Così come per l’IoT anche l’Internet of Everything porta con sé delle considerazioni su rischi e potenziali minacce derivanti da un suo utilizzo massivo. Il più dibattuto è senz’altro quello legato alla sicurezza dei dati sensibili. L’IoE prevede un uso massiccio di telecamere e dispositivi in grado di registrare dati personali, sistemi che possono essere sabotati da crimini informatici. Gli stessi dispositivi IoT possono essere attaccati da azioni di hackeraggio, il che significa che gli aggressori possono di conseguenza tranquillamente accedere alle loro funzioni. Senza dubbio uno scenario preoccupante sia per le aziende che per la privacy degli individui. Un rischio enorme che l’Internet of Everything dovrà limitare per poter rivoluzionare definitivamente i processi industriali e commerciali. 

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