Secondo un recente studio internazionale, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte delle imprese è attualmente inferiore rispetto alle stime, principalmente a causa di resistenze di tipo culturale, ma anche per la mancanza di conoscenze e competenze. Vediamo le possibili soluzioni. 

L’intelligenza Artificiale è un processo innovativo che durerà per molti dei prossimi anni. I dati del report Ibm, “From Roadblock to Scale: The Global Sprint Towards AI”, dimostrano chiaramente che mentre c’è ancora del lavoro da fare. I recenti progressi in diverse tecnologie – dalla preparazione dei dati al rilevamento di errori – oltre agli sforzi fatti nel campo della formazione e del riqualificazione stanno facendo decollare il tasso di adozione dell’IA più velocemente di quanto alcuni abbiano previsto. 

Sulla base di questi approfondimenti e di centinaia di interazioni con i clienti, Rob Thomas, General Manager, Ibm Data e AI, prevede che l’adozione dell’intelligenza artificiale nel mondo aziendale aumenterà drasticamente nei prossimi 18-24 mesi, esplodendo all’80 o addirittura al 90 per cento. Questi dati, sono ancora più interessanti, in quanto sono emersi da un ampio studio svolto dalla multinazionale americana in 4.514 aziende in tre aree mondiali: gli Stati Uniti (1.003), la E.U. (2.509) e la Cina (1.002). 

Gli ostacoli per l’adozione di tecnologie di AI 

Tipico di ogni fase evolutiva tecnologica importante, anche per le soluzioni di AI il timore principale nell’affrontare un percorso di implementazione è legato alla mancanza di competenze (per il 37% delle imprese). 

Dietro questo dato si nascondo dubbi e paure che hanno rallentato fin qui la diffusione del fenomeno: ad esempio, la consapevolezza di scarsa competenza si collega alla certezza di un aumento della quantità/complessità dei dati e della loro diffusione in azienda in silos difficili da integrare tra loro (31%), unitamente ad una ancora forte immaturità tecnologica nei tools per sviluppare modelli di AI efficaci (26%) e del rischio, sperimentato più volte in passato, del vendor lock-in. Nonostante questo quadro non proprio rassicurante, va rimarcato come la survey rilevi che attualmente, 3 aziende su 4 utilizzino qualche forma e soluzione di AI, dalla piena integrazione all’avvio di fasi esplorative, con il 34% dei business che ha già implementato soluzioni di AI e il 39% delle aziende del campione che si trova nelle fasi esplorative di questa tecnologia. 

Come impiegare l’Intelligenza Artificiale 

Indipendentemente dall’area geografica, il campione si è distribuito in modo uniforme tra aziende che puntano ad utilizzare soluzioni di AI per specifici progetti (48%) e imprese che intendono diffondere le tecnologie di AI in modo trasversale al proprio business (46%). Delle società che oggi stanno implementando soluzioni di AI, il 40% realizza dei PoC (Proof of Concept) per specifici progetti a base/supporto AI, mentre un altro 40% utilizza applicazioni preconfezionate di AI per specifici utilizzi (ad esempio per l’area chatbot). I 5 principali punti di impiego di soluzioni di AI, emerge sempre dallo studio IBM, sono: Data security (36%); Automazione dei processi (31%); Assistenti virtuali/chatbots (26%); Bpo-Business Process Optimization (24%); Analisi dati da sensoristica – IoT (24%). 

Il Cloud è il modello elaborativo di riferimento, con all’orizzonte sempre il timore (53%) del vendor lock-in: tra le aziende che stanno esplorando soluzioni di AI, il private cloud è la piattaforma preferita (44% tra chi esplora, 27% chi ha adottato). Tra le aziende che stanno invece già integrando progetti di AI, il modello preferito è l’hybrid cloud (38% adottato, 26% in esplorazione) o addirittura un hybrid multi cloud (17% l’ha adottato, l’8% in fase di esplorazione). 

Insomma, cresce la fiducia nell’Intelligenza Artificiale, intesa come costruzione di una cultura della fiducia a livello aziendale e per una piena integrazione della tecnologia. L’adozione di questa nuova tecnologia ha dimostrato che con l’automazione si riducono gli errori e si garantisce lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi. 

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