Tra le stanze del quartier generale di Tech Data Italia una è decisamente diversa dalle altre. Le sue pareti racchiudono un ecosistema dinamico, costruito con i dispositivi dei vendor, connessi tra di loro per dar vita a una smart home in tutto e per tutto. Una smart home che non poteva non chiamarsi Futura.

In quel nome c’è infatti l’eredità di un progetto al quale Tech Data Italia ha dato vita nel 2016 per divulgare le tecnologie della Smart City, al quale è poi seguito un approfondimento sul mondo dell’Internet of Things. Ora quell’esperienza rivive all’interno dello spazio realizzato in sede, e articolato su due livelli: uno dedicato alle soluzioni per la casa, l’altro a quelle per la vita professionale. La lista di vendor presenti in Futura è decisamente corposa: Google, Netgear, Huawei, D-Link, Western Digital, Nest, Arlo, Honeywell, Samsung, Startech, Microsoft, Logitech, Tado, Ligthwave, Apc, Philips, Lifx, Intel, Kensigton, HP, Jabra e Canon.

Benessere, energia, arredamento, produttività: Futura racconta questi e altri aspetti di un uso della tecnologia che fa dell’integrazione e della semplicità i propri pilastri. Trascorrere qualche minuto all’interno di questa smart home è inoltre un modo più che efficace per comprendere quali siano le opportunità di sviluppo del mercato, riflettendo anche su come intercettare gli utenti per portarli a provare e apprezzare le doti di ecosostenibilità ed efficienza energetica degli spazi domestici.

Quanto alle suddette opportunità, i numeri ne confermano la sostanza. Il mercato italiano è cresciuto nel 2018 del 24% a volume e del 25% a valore rispetto al 2017; si tratta del dato più significativo tra i principali Paesi europei (Gran Bretagna, Francia, Germania, Spagna e Olanda).

Il giro d’affari annuo nel mercato nazionale della smart home è superiore ai 700 milioni di euro, ed è costituito dalle seguenti voci:

  • smart entertainment (260 milioni di euro)
  • connettività (20 milioni)
  • sicurezza (27 milioni)
  • elettrodomestici connessi (338 milioni)
  • ped “smart” (57 milioni di euro)

A giocare il ruolo da protagonista sono sicuramente gli assistenti vocali, leva sulla quale poggia anche l’ascesa dei contatori smart e degli altri dispositivi domestici.

Per spingere la diffusione dei dispositivi e rendere la smart home un fenomeno di massa c’è tuttavia ancora da lavorare, in particolare sulla semplificazione delle operazioni di configurazione e di utilizzo dell’ecosistema. Non è un caso, infatti, che prodotti semplici da utilizzare come le luci smart siano il principale punto di accesso alla domotica evoluta, anche per l’evidente beneficio di regolare consumo e intensità. A ruota seguono i termostati e i prodotti legati al fitness e al wellness.

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