Millennials, Generazione Z. E generazione X. Al lavoro, oggi, si trova chi appartiene a queste generazioni. Gli ultimi sono gli “anziani”, e generalmente occupano posizioni direttive; poi ci sono o giovani, nati dagli anni Ottanta in poi, e che nel 2020 saranno il 60% della forza lavoro. Generazioni con una formazione diversa l’una dalle altre, quindi con mentalità ed esigenze altrettanto diverse. Come legano, tra di loro?

La risposta è in una parola: flessibilità, cioè il termine che definisce la più importante delle tendenze espresse dal mutamento del lavoro. Secondo la rivista Forbes, infatti, il 43% degli americani utilizza le occasioni di lavorare da remoto, mentre l’82% dei Millennials (sempre negli States) afferma di sentirsi più legato al proprio datore di lavoro se questi gli dà la possibilità di lavorare in modo flessibile. E non è un caso, allora, che aumentino i freelance.

Il risultato è ben riassunto in una dichiarazione di Brad Smith, amministratore delegato di Intuit: “La gig economy rappresenta ora il 34% della forza lavoro negli Stati Uniti e dovrebbe raggiungere il 43% entro il 2020”.

flessibilità

La forza del sapere condiviso

Lo scenario appena descritto non ha una dirompenza tale da smantellare l’architettura dell’organizzazione del lavoro in modo totale. In altre parole, nessuna azienda potrà sopravvivere basandosi esclusivamente sulla flessibilità: i team hanno ancora bisogno di leader capaci e stabili, con prospettive di inserimento aziendale a lungo termine. Tuttavia, il decentramento dei lavoratori per mezzo di nuovi stili di impiego livella le gerarchie tradizionali. E ciò è un vantaggio.

A dirlo sono tre atenei (Stanford University, Università di Amsterdam e Drexel University), i cui ricercatori hanno rilevato come le tendenze egualitarie inneschino la cooperazione dei dipendenti, la condivisione delle conoscenze e, di conseguenza, il raggiungimento dei risultati. Ciò spinge le leadership a riconoscere come le strutture di gestione tradizionali stiano lasciando spazio a un numero crescente di lavoratori più produttivo e redditizio quando può godere di maggiore autonomia.

Una nuova mentalità

Il cambiamento mentale nell’approccio al lavoro è ormai a pieni giri: entro il 2020 il 59% della forza lavoro globale sarà composto da “collaboratori naturali”, dipendenti Millennials e appartenenti alla Generazione Z. Si tratta di persone cresciute con tecnologie di condivisione online, giochi online, social media, app basate su cloud; nel caso della generazione Z, persone che – sembra incredibile – magari non hanno mai mandato una mail, comunicando con strumenti diversi e più immediati (chat, VoIP, videochiamate). Persone che preferiscono partecipare a riunioni brevi e informali e considerano come loro territorio naturale non le sale riunioni ma le “huddle room”, cioè quell’ambiente pensato per piccoli gruppi di lavoro – da tre a cinque persone -, e per team virtuali che si incontrano e collaborano insieme per brevi periodi di tempo.

Gli strumenti adeguati

L’espressione del miglior potenziale di questa nuova mentalità – comune a tutte le tre generazioni indicate – chiede l’adozione di strumenti giusti, che offrano la migliore esperienza utente. Si parla di dispositivi capaci di gestire le funzionalità BYOD (bring your own device) e la semplicità “plug-in-and-play”. I nativi digitali, infatti, sono spesso più a proprio agio sul lavoro con l’esperienza utente offerta dai propri dispositivi; se i protocolli di sicurezza vengono rispettati, tali capacità possono consentire una collaborazione preziosa con altri, come i clienti in visita e i colleghi di lavoro.

La soluzione Barco

Le aziende interpretano quindi il cambiamento sia dandosi un assetto diverso dal passato sia dando vita a prodotti capaci di realizzare quello stesso cambiamento. Pensando a come rendere più efficienti i momenti delle riunioni – quelli spesi nelle “huddle room” di cui poc’anzi abbiamo detto – Barco ha realizzato ClickShare.

Alimentato via USB e gestito da un’app (iOS e Android), ClickShare elimina cavi, adattatori, porte speciali. Non richiede installazioni di software: basta un click, e quanto appare sullo schermo del proprio dispositivo (computer, tablet, smartphone) viene riprodotto e condiviso senza intoppi.

 

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