Dal 3 novembre 2020, in seguito al DPCM annunciato in conferenza stampa nazionale dal Primo Ministro Giuseppe Conte, l’Italia non è più divisa in Regioni ma in colori.

Ci sono le zone gialle, dove il rischio di contagio è ancora gestibile dalle autorità sanitarie e istituzionali; le zone arancioni, dove l’indice di contagio RT potrebbe raggiungere livelli più allarmanti; le zone rosse, dove invece gli ospedali sono saturi ed è quindi necessario un lockdown più esteso.

La notizia dei vaccini Pfizer-BioNtech, Moderna o Sputnik – con la loro rispettiva efficacia del 90%, 94.5% e del 92% – ci dà qualche speranza, ma fino a che i test e le verifiche non saranno ultimati, la sicurezza della salute propria e degli altri rimane la priorità assoluta.

Le scuole restano chiuse, eccezion fatta per le scuole elementari e per le classi di prima media, mentre le aziende consigliano ai propri dipendenti di fare il più possibile smart working.

Come si può tornare, quindi, a lavorare e a studiare da remoto in modo semplice ed efficace? Prima di rispondere, bisogna fare un po’ di chiarezza.

SMART WORKING, TELELAVORO, LAVORO DA CASA: LE DIFFERENZE

Lavoro da casa, smart working e telelavoro non vogliono dire tutti la stessa cosa, sebbene spesso si usino in modo intercambiabile.

Fare Smart Working (o Lavoro Agile) significa migliorare la propria produttività lavorativa grazie a una maggiore flessibilità organizzativa, che elimina vincoli di orari e spazi e permette di conciliare il tempo libero con il lavoro.

Fare Telelavoro, invece, significa avere una postazione fissa ma in un luogo diverso da quello dell’ufficio. In questo caso si riscontra una maggiore rigidità sia a livello di spazi, ma soprattutto a livello di tempi: gli orari sono più vincolanti e, di norma, ricalcano quelli stabiliti dall’azienda.

Infine, fare Smart Working o Telelavoro non significa per forza lavorare da casa: questa modalità è stata implementata soprattutto da marzo 2020 fino a oggi, in seguito al primo e poi al secondo lockdown.

Ma un punto di contatto tra queste modalità di lavoro c’è: la connessione WiFi.

LAVORARE DA CASA: COSA BISOGNA AVERE SECONDO TECH DATA

Sia che si faccia smart working, sia che si faccia telelavoro, ciò che non può assolutamente mancare è una buona, se non ottima, connessione a Internet.

Per questo D-Link ha deciso di portare la stessa potenza della connessione aziendale anche in casa: questo consente l’accesso facile ai documenti, e in particolare permette di realizzare la call e la videoconferenza perfetta tra team, evitando i continui “Mi senti? – Sì ti sento ma non ti vedo!”.

Ma non è tutto. La connessione deve essere sì veloce e potente, ma anche e soprattutto sicura.

APC, ad esempio, previene il rischio di blackout e quindi la perdita dei dati con la serie di Back-UPS e le prese SurgeArrest.

Zyxel, invece, offre Firewall VPNcapaci di garantire la massima sicurezza dei dati e delle connessioni tra home worker, sedi periferiche e sede centrale.

Il tutto, ça va sans dire, funziona solo se alle spalle del lavoro da casa c’è un’ottima infrastruttura IT aziendale, grazie alla quale è possibile adottare una strategia di lavoro da remoto efficace e produttiva, lavorare in tutta velocità da remoto e implementare e proteggere i dispositivi ci vogliono le soluzioni adeguate.

In casa però non ci sono solo gli smart worker, ma anche gli studenti.

STUDIARE DA CASA: LA SMART SCHOOL SECONDO TECH DATA

Una cosa è certa: da marzo a oggi abbiamo imparato che DAD non significa solo Papà in inglese, ma è anche l’acronimo di Didattica a Distanza.

La scuola intesa come lezioni frontali, in presenza, con classi di 25 o più studenti e intervalli in cui si gioca ci si abbraccia e si scherza, non c’è più.

Tornerà, ma sicuramente la scuola di domani sarà più smart e tecnologica.

Oggi sono entrate nel lessico familiare parole come Microsoft TeamsZoom, Cisco Webex e Google Meet, ovvero i nomi delle piattaforme di collaborazione che consentono di fare lezione online e interrogazioni tramite web e Internet.

Durante questi mesi le istituzioni scolastiche hanno poi dovuto affrontare emergenze quali la mancanza di connessione o addirittura di PC o Tablet, fondamentali per seguire l’insegnante e i compagni in videochat.

Quali sono quindi i dispositivi che possono permettere alle nuove generazioni di studiare bene anche da casa?

Tech Data, ad esempio, offre una fornitura IT completa per le scuole mettendo a disposizione i suoi esperti in stampanti, accessori, PC e software, così da permettere agli studenti di avere notebook, tablet, stampanti wifi, stampanti bluetooth, cuffie che annullano il rumore e molto altro.

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