Le imprese si affidano sempre più alla tecnologia 25Gb Ethernet (25GbE) per i propri data center, abbandonando via via lo standard sinora più utilizzato (10GbE). Ciò consente loro di migliorare la scalabilità e le performance delle schede di rete.

Ciò avviene in particolare nell’ambiente cloud, dove si rende necessario prestare massima attenzione alla latenza prodotta dalle schede stesse. In particolare ai picchi di latenza, che contano più dei minimi o del valore medio. I picchi registrati da numerose schede, infatti, sono stati la causa di ritardi inattesi che hanno inevitabilmente rallentato le performance di interi network.

La tecnologia 25GbE aiuta decisamente nel ridurre i picchi di latenza e i ritardi nelle risposte. Broadcom è tra le aziende che più è attiva su questo tipo di prodotti.

Broadcom

Le soluzioni Broadcom

Nel catalogo di schede di rete offerto dall’azienda spiccano diversi prodotti: tra tutti, quelli della serie NetXtreme hanno garantito performance di rilievo nei test effettuati in ambienti virtuali. In particolare, al confronto con schede di tecnologia 10GbE le performance stesse appaiono raddoppiate: se due schede di quest’ultimo tipo hanno tollerato un massimo di 8 macchine virtuali senza subire degradazioni, altrettante schede da 25GbE hanno alzato il limite a 16 macchine.

Inoltre, sulle stesse 16 macchine virtuali la latenza è diminuita del 25%, e l’incremento del lavoro è stato del 31%. La migrazione è stata più veloce del 45%.


Lo sviluppo tecnologico

Se la tecnologia 25GbE è il presente, il futuro si chiama 50GbE e 200GbE. E’ su questi standard che Broadcom, prima di altri, sta sperimentando nuove soluzioni, caratterizzate dai nuovi controller dei chip di terza generazione, i Thor. Questi sono capaci di raddoppiare l’ampiezza di banda per collegamento, proponendo per la prima volta lo standard 200GbE e riducendo i costi dei 50GbE e 100GbE.

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