È possibile misurare l’impatto dell’Intelligenza Artificiale sul modo di fare impresa? Ci prova con dati oggettivi Carlo Bagnoli, professore universitario e fondatore dello Strategy Innovation Forum, tenutosi recentemente presso l’Università Ca’ Foscari a Venezia.

L’abstract dello studio “Gli impatti di AI e di Blockchain sui modelli di business” che ha analizzato e messo a fattor comune oltre 180 studi sul tema, ci fornisce qualche indicazione interessante.

Ormai è chiaro che questa tecnologia produrrà i maggiori cambiamenti nel mondo del business con un contributo potenziale di 15 trilioni di dollari dell’economia mondiale 2030sottolinea Bagnoli in un commento allo studio.

E già questa è una buona misura dell’impatto dell’Intelligenza Artificiale sul modo di fare impresa.

Ancora, secondo Gartner il 59% delle aziende non ha ancora formulato una vera strategia di sviluppo dell’intelligenza artificiale in azienda.

Le due “misure” ci dicono che, se il trend è ormai inarrestabile, e altresì vero che il rischio di perdersi nei meandri della tecnologia è alto.

Ma, intanto, c’è chi è già avanti nell’introduzione dell’Intelligenza Artificiale in azienda e ne sta godendo i frutti. E c’è chi, smarrito, è in cerca di una guida, e magari non sa di averne bisogno.

La tecnologia oggi è tanto indispensabile per il business quanto complessa. L’offerta è ampia e le sfaccettature infinite, il rischio di entropia è altissimo.

Come fare, allora? Chiarirsi le idee, innanzitutto, e, in seconda battuta, non avere la presunzione di fare da soli, tutto e subito. Vediamo di sintetizzare i passi principali di un avvicinamento pragmatico all’Intelligenza Artificiale in modo che sia, velocemente, un reale abilitatore per il business aziendale.

1. Come rigenerare l’It con l’Intelligenza Artificiale

Se l’azienda si muove nel comparto del manufacturing, del retail o della sanità e non vive nel mondo delle nuvole, è possibile che qualche informazione interessante sia arrivata sulle scrivanie dei decisori d’acquisto.

L’AI nel manufacturing sta contribuendo a cambiare la produzione, nel retail supporta con successo la relazione con il cliente, nella sanità aiuta nella diagnostica, per esempio, ma non solo.

Diversi ambiti, diverse soluzioni. In generale, l’approccio deve essere graduale e circoscrivibile a piccoli progetti consecutivi.

Si può partire, per esempio, chiedendosi in quale comparto aziendale o su quale specifico processo c’è bisogno immediato di un intervento a causa di un It obsoleto o di applicazioni ormai inadeguate.

2. Come ottenere il più rapido impatto positivo per il business

Durante l’emergenza sanitaria il tuo è stato uno dei pochi siti di ecommerce che non è esploso dalle richieste? Hai ricevuto più lamentele che elogi per la tua logistica? Hai un problema, che si traduce in guadagni persi.

Altra domanda da porre in consiglio di amministrazione è dunque: quanto tempo e quanti soldi vogliamo perdere ancora?

Individuare, dunque, l’attività specifica che sta frenando la crescita di fatturato e, soprattutto, quella in cui l’impatto dell’Intelligenza Artificiale può fornire un ROI immediato può essere una buona idea.

3. Come ottimizzare i costi in tempi brevi

Abbiamo scritto “ottimizzare” e non ridurre, e c’è una sottile differenza.

L’Intelligenza Artificiale non taglia posti di lavoro, questo deve essere ben chiaro al management e alle risorse umane. L’Intelligenza Artificiale è uno strumento che permette di ottimizzare il lavoro, e quindi i costi, di dipendenti e collaboratori.

Andare a individuare i comparti più onerosi, a causa di un’organizzazione antiquata, è un’altra buona idea. L’azione successiva non è di licenziare interi gruppi di persone, ma di rivedere i processi tenendo conto del grande supporto che l’Intelligenza Artificiale può dare nel sollevare una risorsa da attività tranquillamente delegabili a una macchina e, quindi, permettere alla risorsa stessa di liberare la propria di intelligenza.

4. Come sviluppare nuove linee di business

In un’economia liquida, rinnovare l’offerta vuol dire sopravvivere. In tempi di crisi economica vuol dire reagire positivamente.

Un altro modo per entrare in contatto con le virtù dell’Intelligenza Artificiale può essere di sfruttarla per sviluppare nuove linee di business.

Ci sembra improponibile mettere mano allo status quo dell’IT, mentre la concorrenza galoppa?

Bene, crea una nuova divisione, una nuova linea di prodotto indipendente, un nuovo brand, addirittura una nuova azienda, che abbia l’innovazione nel suo DNA, sarà la migliore testimonial delle scelte che farai nelle altre divisioni, perché l’appetito vien mangiando.

5. Come cambiare punto di vista: dal prodotto al cliente

Non è un caso che l’Intelligenza Artificiale sia ampiamente diffusa in tutti i processi di gestione del cliente o, in generale, degli stakeholder aziendali.

Se sei rimasto ancorato al concetto che il business ruota attorno al prodotto, o al servizio che offri, forse è il momento di ripensarci.

Oggi, il prodotto è al servizio del cliente. Prima devi capire cosa vuole il tuo target, come e perché, e poi ci costruirai il prodotto, o il servizio, intorno.

Ebbene, nel processo di trasformazione di questo paradigma economico la tecnologia, sottoforma di algoritmi di Intelligenza Artificiale, ha un ruolo fondamentale. Perché il cibo preferito da quegli algoritmi sono i dati e nei dati ci sono tutte le indicazioni, se le sai cogliere.

Come abbiamo detto, non puoi immaginare di poter fare tutto da solo. In questo contesto, estremamente complesso e che privilegia una solida componente consulenziale, il ruolo del partner IT è fondamentale.

Solo chi ha una visione ampia sull’offerta, chi ha referenze valide e competenze elevate può costruire un progetto IT che preveda l’introduzione di soluzioni di Intelligenza Artificiale. Dai fiducia ai system integrator o ai fornitori It competenti, oggi la proposizione di soluzioni IT sempre più as-a-service e pay-as-you-go tutela il cliente dagli incubi di un tempo, quando la tecnologia appariva come un costo puro.

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