Attraverso la partnership con il Cern di Ginevra e con l’istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), Il museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci di Milano ha da qualche giorno inaugurato la mostra permanente “Extreme – alla ricerca delle particelle”, focalizzata sugli strumenti e sul lavoro di chi esplora l’infinitamente piccolo. La sezione dedicata alle grandi ricerche nell’ambito della fisica delle particelle, agli scienziati protagonisti e alle tecnologie che ne sono derivate è la prima del suo genere nell’Unione Europea.

L’esposizione illustra che cosa accade all’interno dei laboratori dei più grandi istituti di ricerca al mondo che si occupano di fisica delle alte energie. Sfruttando oggetti e strumenti di valore storico e una serie di installazioni multimediali e interattive, si cerca di spiegare la struttura della materia nelle sue componenti più infinitesimali.

Le installazioni interattive del museo presentano da una parte lo stato attuale di conoscenza delle particelle subatomiche, dall’altra affrontano temi ancora oggetto di studio e dibattito, come le extradimensioni e l’esistenza della materia oscura.

A quest’ultima è dedicata la sala Dark Matter, pensata per raccontare le affascinanti – e in parte ancora ignote – caratteristiche della materia oscura. L’allestimento è stato affidato alla startup italiana Streamcolors, che ha appositamente creato un’installazione touchscreen e una videoproiezione.

A partire da un tool da videogioco, che sfrutta il motore grafico di Unreal Engine 4 di Epic Game, è stato sviluppato un sistema interattivo dinamico in grado di rappresentare la relazione tra le forze dovute alla materia oscura e il movimento delle galassie. L’ipotesi fisica alla base dell’installazione è che sia la materia oscura a influenzare la velocità e i movimenti delle galassie, rendendole più o meno stabili.

Tramite questo videogioco messo al servizio della scienza, i visitatori potranno variare lo stato della materia oscura e quindi influenzare la stabilità di una galassia a spirale scelta ad hoc come caso di studio. Il visitatore ha davanti a sé l’immagine della galassia e può plasmare virtualmente una massa informe di colore scuro (che rappresenta artisticamente la materia oscura) facendo collassare o modificando la velocità di rotazione della galassia, fino a distruggerla. Il sistema coniuga l’aspetto didattico con quello ludico e consente di creare un’evoluzione documentandone il cambiamento nel tempo e nello spazio.

Mentre il visitatore agisce su questa massa, in tempo reale l’immagine della galassia si modifica e cambia il proprio moto, suggerendo che l’esistenza e il comportamento di ciò che osserviamo nell’Universo sia determinato da qualcosa che non è facilmente osservabile, ossia dalla materia oscura.

Fonte:  http://www.wired.it/scienza/2016/07/13/milano-mostra-extreme/