Il concetto di libro game potrà sembrare alieno, come quello di videocassetta a un ragazzo di oggi, a chi non era un nerd negli anni ’80 e ’90 ma all’epoca ebbero un successo enorme in un pubblico affamati di storie fantastiche e mondi da esplorare. L’idea di possedere un libro con una trama in continua evoluzione, dove il protagonista agiva sulla base delle scelte del lettore è stato, e per molti è tuttora, il portone d’accesso attraverso cui milioni di giocatori in tutto il mondo sono poi arrivati al mondo dei giochi di ruolo, fantasy e dei videogiochi.

A questo autore britannico, che si è spento qualche giorno fa all’età di 60 anni, dobbiamo infatti la creazione di quella che è probabilmente la più famosa collana di libri game della storia: Lupo Solitario (Lone Wolf).

Il concetto era molto semplice: non erano libri che si leggevano seguendo tutte le pagine dall’inizio alla fine, ma seguendo una serie di bivi. Sei in un corridoio buio, qualcosa si muove a sinistra, da destra proviene uno strano odore, se vuoi andare destra vai a pagina 8, se vuoi andare a sinistra vai a pagina 13, se rimani fermo pagina 20.

I primi due volumi di Lupo Solitario escono nel 1984, il successo è enorme: 29 albi, 12 milioni di copie vendute in 30 paesi e tradotte in 18 lingue, senza contare le storie che vengono pubblicate basandosi sui suoi racconti e il videogioco, che uscirà molti anni dopo, sotto la sua guida.

Migliaia e migliaia di bambini e ragazzi crescono con le sue avventure, scrivono le proprie, le leggono agli amici, le usano come ispirazione per i loro disegni.

Se guardiamo agli sviluppatori, agli scrittori e ai fumettisti degli ultimi anni praticamente tutti sono entrati in contatto col Lupo Solitario (e magari qualcuno barava leggendo prima dove sarebbe andato a finire). Il contributo di Joe Dever alla cultura pop contemporanea è incalcolabile, perché i libri game erano uno dei primi esempi di narrativa non lineare, di gioco in single player, di evoluzione dei personaggi. Tutto ciò che abbiamo oggi nasce da quelle pagine e da quelle dei pionieri di giochi di ruolo che in quegli anni crearono un vero e proprio movimento culturale.

La genesi dei suoi libri game è l’esempio di come ogni cosa non sia altro che una sequenza di avvenimenti legati tra di loro e come nel processo creativo non esistono idee che nascono dal nulla, tutto viene processato, rielaborato e modificato.

Insomma, in maniera più o meno diretta tutti noi dobbiamo un pizzico della magia del nostro mondo alla fantasia di quest’uomo.

Per saperne di più:

Wired.it

Orgoglionerd.it

Wikipedia