In tempi recenti un avverbio ha guadagnato la ribalta: «Responsabilmente». In quel modo, infatti, è suggerito a tutti fare alcune attività: bere, per esempio (e non parliamo di acqua o gazzosa). O stampare. Si pensi a cosa ci viene chiesto agli sportelli Bancomat più evoluti: vuoi la ricevuta o no? La seconda scelta è sottolineata come la più amica dell’ambiente.

Ma se la ricevuta di un prelievo è effettivamente superflua, non lo sono invece altri documenti. Malgrado la digitalizzazione corra, negli uffici l’esigenza di avere parole, grafici e immagini fissati sulla tradizionalissima carta è in non pochi casi ancora indispensabile. La responsabilità, in queste occasioni, non può esprimersi nella rinuncia a stampare, ma deve necessariamente passare per altre strade.

Epson ne indica una: «A te la scelta».

Di cosa si tratta
«A te la scelta» è una campagna con cui Epson vuole sensibilizzare gli utenti sull’impatto che la tecnologia utilizzata in ufficio ha sull’ambiente e sul proprio lavoro. Dopotutto, le scelte che costituiscono il nostro modo consueto e naturale di comportarci nel contesto produttivo hanno un impatto sul futuro di tutti. Tra queste scelte, l’azienda indica quella riferita alle stampanti, e in particolare al «dilemma» tra getto d’inchiostro e laser.

Il dilemma sconta la forza di un luogo comune, secondo il quale per l’ufficio è meglio la stampante laser. Uno degli obiettivi specifici della campagna «A te la scelta» è abbandonare quel luogo comune dimostrando, dati alla mano, come una inkjet sia più che adeguata al contesto aziendale. Ecco alcuni numeri.

  • Le inkjet producono fino al 99% in meno di rifiuti delle laser
  • Consumano il 96% in meno di energia
  • Possono essere fino a 3 volte e mezza più veloci
  • Richiedono fino al 98% in meno di interventi
  • Producono fino al 92% in meno di CO2

Quale scegliere, allora?
Una delle soluzioni offerte da Epson è il parco stampanti per ufficio WorkForce Pro RIPS.

RIPS sta per Replaceable Ink Pack System, ed è una tecnologia di nuova generazione che utilizza sacche di inchiostro ad altissima capacità. Nello specifico, si tratta di quattro sacche che sostituiscono toner, unità fotoconduttore, tamburi e i relativi imballaggi. Il risultato può arrivare a 84.000 pagine senza sostituire i consumabili.

È evidente come ciò consenta di eliminare gran parte degli sprechi in fase di stampa rispetto alle stampanti laser a colori. I consumi energetici, come abbiamo detto, sono ridotti fino al 96%: di nuovo, è evidente il risparmio sui costi dell’elettricità e su quanto ciò agevoli le aziende nel raggiungere gli obiettivi di ecosostenibilità prefissati. Il «segreto» è presto detto: non utilizzando calore nel processo di stampa, le stampanti inkjet consumano di fatto molta meno energia delle laser.

La tecnologia RIPS inoltre riduce i tempi di inattività legati alla gestione e allo smaltimento dei materiali di consumo e scende anche il numero di interventi del reparto IT per la risoluzione dei problemi degli utenti, come ad esempio quelli legati a una non corretta installazione dei consumabili.